Pellegrini ad Auschwitz e Birkenau – day 3

Pellegrini ad Auschwitz e Birkenau: il giorno della memoria
Il nostro pellegrinaggio ha fatto tappa ai campi di concentramento di Auschwitz e poi quello di Birkenau. Non e’stata una visita ad un museo, non e’ stata una passeggiata in un parco, ma un interrogarsi costantemente con la domanda:

Come è stato possibile? E’ possibile tanta crudeltà? 

Il pellegrinaggio della Memoria in una giovane esperienza

Oggi giornata della memoria, non del ricordo, ma della memoria.
Il ricordo se ne sta lì in un posto preciso della tua mente. Collocato in un momento preciso della tua storia..ogni tanto riaffiora suscitando emozioni , perlopiù nostalgia , dolore o rimpianto. Raramente, anche un ricordo bello riproduce la gioia del momento…lascia sempre posto alla nostalgia che quasi subito spegne il sorriso sulle labbra.
Ma la MEMORIA è differente. La memoria è un viaggio dentro la tua storia, non ritorni lì solo con la mente, ci ritorni con il cuore. La memoria ti rimette in piedi, ti ricorda chi sei, da dove sei venuto, ti ricorda che non sei quello di ieri ma è che così che sei stato costruito, per cui risveglia la tua vera natura, il tuo spirito che tante volte la vita cerca di zittire!
Oggi giorno della memoria in cui ognuno di noi ha un dovere verso se stesso e verso il suo mondo: fermarsi nella propria memoria e riprendere ciò che vi ha portato un bene, ciò che ci ha ispirato a rendere la nostra vita un luogo meraviglioso in cui si semina e qualche volta si raccoglie ..a volte no, ma non si smette mai di seminare.

Oggi ringrazio per la memoria di ciò che ho vissuto, e soprattutto la memoria di una persona che ha curato le mie radici, che mi ha insegnato tutto quello che so su come affrontare la vita e che soprattutto mi ha insegnato il coraggio! Quello vero, che cioè non è la perfezione del non avere paura, anzi è proprio riconoscere la propria paura ed attraversarla. Il coraggio di continuare a camminare, nonostante tutto. E al culmine dalla sua vita mi ha lasciato in un posto sicuro, nella chiesa, un posto che avrebbe tenuto sempre vivo il nostro rapporto, mi ha lasciato la più grande delle eredità!
Essere padre vuol dire a volte mettere i propri figli nelle mani di Dio e questa consegna richiede coraggio, un coraggio che ho visto e che per me è Memoria.
La libertà è una conquista che richiede un cammino lungo, che a volte passa i sentieri della sofferenza e dell’ingiustizia… ma non sono queste le ultime parole..anzi te le lasci alle spalle se sai allearti con Chi sa rendere il tuo cuore capace di ricominciare con speranza, con coraggio e con la voglia di rendere la tua vita un giardino al cui centro troneggia l’albero della libertà..con tanti frutti!!!!
Auschwitz – Birkenau Gmg 2016

EC

Misericordes Sicut Pater